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Presenze

Correnti del Nera – San Pietro in Valle

15.4.2018, Ferentillo, Abbazia di San Pietro in Valle. Correnti del Nera. Festival musicale in Valnerina. Rassegna corale. Coro da Camera Briccialdi, di Terni; Massimo Gualtieri, direttore. Cori di Voci Bianche Octava Aurea, di Solomeo; Mario Cecchetti, Klara Lužnik, direttori. Coro Aurora, di Bastia Umbra; Stefania Piccardi, direttore.

Khatia Buniatishvili – Firenze

12.4.2018, Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Mikhail Jurowski, direttore. Khatia Buniatishvili, pianoforte.

Accademia di Arti Antiche REsonArs – Assisi

30.3.2018, Assisi, Chiesa Cattedrale di San Rufino. Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. In collaborazione con la Cappella Musicale di San Rufino. Accademia di Arti Antiche REsonArs.

Schola Cantorum “Dei Genitrix” – Roma

28.3.2018, Roma, Chiesa di Santa Lucia Al Gonfalone. In Passione Domini. Il racconto della Pasqua attraverso l’in-Canto Gregoriano. Schola Cantorum “Dei Genitrix”.

ALCOLONIA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 9 del 11.3.2018

ALCOLONIA

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A partire dal 27 gennaio, “giornata della memoria” e fino al 25 aprile, “festa della liberazione”, quest’anno passando dalla campagna elettorale, è liturgia canonica ricordare, rinnegare e scongiurare il fascismo ed il razzismo, come colpe di cui si è macchiata l’Italia, proclamando che non si debbano più ripetere ed esortando ad opporsi anche ai relativi fantasmi che periodicamente vengono evocati ed a volte riesumati. Purtroppo ci si dimentica che l’Italia si macchiò anche di un’altra colpa gravissima, che del razzismo è parente stretto: il colonialismo. Nessuno dice che l’Italia lo ha perseguito e praticato già dalla fine dell’ottocento, molto prima di essere fascista; nessuno che, ugualmente, ne faccia memoria, lo condanni e lo scongiuri. Intanto la colonia siamo diventati noi, con decine di bombe atomiche USA e relative decine di basi militari ed altro entro i nostri confini. “Italia USA e getta”, è il titolo di uno scottante libro del giornalista Gianni Lannes, che sul tema ha molto da dire, ed anche molto da temere. Siamo talmente colonia che ormai stiamo abdicando alla nostra lingua, a favore di quella dominante. Non starò a fare esempi, perché non serve, mi limito a citare un paio di curiosità. In periodo di saldi, pare che molti negozi vendano “SALE”, ma leggendo normalmente è logico chiedersi perché non anche i tabacchi o i valori bollati. “BE ONE”, nelle sue varianti, è il nome ugualmente in inglese usato da molte attività commerciali in Italia, tra cui anche un negozio di Foligno, col trattino; nome che, ugualmente letto all’italiana, assume ben altro significato, decisamente più ruspante. Ci avranno pensato? Un nome che dedico a un personaggio, estimatore riconosciuto della buona tavola ed in particolare del buon vino, l’Avvocatescu Diaboli che scrive al piano di sopra, a cui rivolgo un saluto di circostanza, che non è inglese né tedesco ma latino: prosit!

ACQUA MURALE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 8 del 4.3.2018

ACQUA MURALE

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Procede ineluttabile, sia pure in modo graduale, per non risultare troppo sfacciata, la strigazione delle fonti pubbliche, un tributo nel nome del dio Mercato all’industria dell’acqua in bottiglia, a cui deve essere riconosciuto il titolo esclusivo di dissetare il viandante, a pagamento e con contestuale produzione di rifiuti di odiata plastica. Eppure capita di registrare un fatto anomalo, ovvero la comparsa di una nuova cannella, da cui sgorga acqua gratuita, addirittura in Piazza. Opportunamente accostata ad un contenitore per i rifiuti di strada, così che risulta meno visibile, praticamente rasoterra, così che bisogna genuflettersi per usufruirne, addossata al muro, così che non si può bere direttamente dalla cannella, appare comunque una novità in controtendenza. Il getto d’acqua che spruzza energicamente contro il muro, la mancanza di un rubinetto a molla per evitare lo spreco e, ancor peggio, quella di una condotta di scarico per il deflusso in fognatura, la dicono lunga, però, sulla sua natura approssimativa, strumentale e non certo di utilità sociale. Nel frattempo, in attesa di capire, nulla sembra vietare di potersi dissetare, a patto di usare un recipiente da riempire e, alla fine, di chiudere bene il rubinetto. Hai visto mai che, se si allaga la Piazza, la colpa ce la prendiamo noi?

Sol Gabetta – Roma

15.2.2018, Roma, Teatro Argentina, Accademia Filarmonica Romana. Sol Gabetta, violoncello; Bertrand Chamayou, pianoforte.

TardaViaggio – Febbraio 2018

 

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Monitoraggio della puntualità dei collegamenti ferroviari extra-regionali, treni prioritari in servizio nelle stazioni dell’Umbria.

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Il Pianoforte e l’Orchestra – Gubbio

25.2.2018, Gubbio, Chiesa di San Pietro. Il Pianoforte e l’Orchestra. Orchestra da Camera di Gubbio. Katia Ghigi, Valentina Palazzari, Lucrezia Sannipoli, primi violini; Elena Casagrande, Letizia Bocci, Maria Carlotta Orlando, Claudia Saldi, secondi violini; Daniele De Padova, Arnaldo Ridolfi, viole; Marco Becchetti, violoncello; Federico Passaro, contrabbasso. Riccardo Gagliardi, pianoforte. Giulia Gambini, pianoforte.

EUROPA IN BIANCO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 7 del 25.2.2018

EUROPA IN BIANCO

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Antonio Socci, autore in un recente articolo sul quotidiano “La verità” dal titolo “La religione civile della moneta unica, cappio al collo della nostra sovranità” ritiene che ormai, nei confronti degli istituti europei, UE ed Euro, siamo in presenza di posizioni politiche dogmatiche, metafisiche, non discutibili sul piano razionale, in quanto detti istituti vengono assurti al livello di categorie del “bene assoluto”. Questo spiega forse il motivo per cui gli schieramenti che, alle prossime elezioni ambiscono a governare l’Italia, compresi quelli già definiti “populisti”, siano giunti ad una sostanziale convergenza nel riconoscere come fondamentale il primato politico europeo, risultando così di fatto omologate. Al “bene” non si può sfuggire. Uno dei primi segni visibili dell’Europa nel nostro territorio fu il villaggio di Casenove per gli sfollati del terremoto del 1997, con tanto di bandiera a 12 stelle e vie con i nomi degli Stati che ne erano membri. Nel frattempo il Regno Unito ha deciso di uscirne, eppure, invece della tabella di Via Inghilterra, che continua a esistere, risulta imbiancata quella di Piazza Olanda, che però è ancora leggibile da rovescio. Ci sarebbe da invocare l’intervento dei competenti uffici comunali per ripulirla; peccato che, seppure le tabelle siano vere, i nomi siano senza valore, perché non risultano da alcuna espressione dello stradario comunale. Villaggio “Europa”, nazioni per finta, in fondo c’è una logica.