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L’Impressione – VATTELAPPESCHERIA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 45 del 14/12/2003

VATTELAPPESCHERIA

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Si svolge a Foligno un convegno nazionale sulla toponomastica, dal titolo “le città leggibili”. Leggibili? Gli affezionati di questa rubrica sanno bene, per quante volte il tema sia qui stato trattato in tutte le salse (non ultima anche la scorsa settimana), quanto nella nostra città la toponomastica sia occulta, ambigua, indecifrabile, reticente, sconclusionata, contraddittoria, assurda. Tanto per citare un caso recente, Piazza Don Giovanni Minzoni ha avuto la sua targa (discussa) solo da pochi giorni e “solo” dopo alcuni decenni. Difficile capire se, in fatto di “città leggibili”, il Comune di Foligno si proponga sfacciatamente come un pulpito da cui viene la predica o non piuttosto come un confessionale in cui si recita un mea culpa ed un atto di dolore. Staremo a vedere le relazioni e le conclusioni. “La toponomastica urbana tra passato e presente”, è il tema del convegno. Il presente lo conosciamo bene. Quanto al passato, talvolta resta “presente” anche quello: Via della Pescheria (o “della Pescaria”, secondo il prof. Nazzareno Proietti), oggi Via Gentile da Foligno, non esiste più dal dopoguerra ma continua a sopravvivere nell’atrio della Stazione Ferroviaria sul tabellone luminoso che rappresenta una mappa della Città, non più attuale anche per altri aspetti, esposto a suo tempo a cura di una non più tale “Azienda Autonoma di Soggiorno”. A chi tocca occuparsene? A chi tocca sanare l’anacronismo? E soprattutto, quando? Vattelappesca, anzi, “vattelappescheria”!

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