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L’Impressione – L’APPARENZA IN CANE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 45 del 20/12/2009

L’APPARENZA IN CANE

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Il cane sarà pure il miglior amico dell’uomo ma molto spesso quell’uomo è solo il suo padrone. Se da un lato c’è chi lo considera come un animale da compagnia, talvolta un convivente, dall’altro c’è chi lo sfrutta per evitarle, le “cattive compagnie”, malintezionati in primis, e così finisce che si tenga lontano chiunque. Basta passare a piedi o in sella in una zona residenziale, ma anche di campagna, dove le case siano affidate alla vigilanza di uno o più cani, perché il loro abbaiare nei nostri confronti ci faccia sentire come intrusi e, se poi ci fermiamo, diventando più insistente, a farci sentire come ladri. Illusorio pensare che la smettano, raro che il padrone li richiami; fin quando non siamo scomparsi all’orizzonte, le bestiole non si danno pace. Bestiole, poi. Non di rado si tratta di vere e proprie belve, cani di razza selezionata addestrati “alla difesa”; un eufemismo, in realtà “programmati” per attaccare l’intruso. Chi ce l’ha ostenta talvolta in bella vista un apposito cartello fuori della proprietà, un avviso di sicurezza per i visitatori ma anche un esplicito avvertimento per tutti gli altri di stare alla larga. E pure tra chi non vuole essere da meno, c’è chi usa il cartello con su scritto “area difesa da cane addestrato” anche se dietro al cancello, magari solo un po’ petulante, c’è un cagnolino qualunque. E’ il pensiero quello che conta.

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