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L’Impressione – PRESA PER TUBO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 41 del 22.11.2015

PRESA PER TUBO

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Al “ponte” di Scanzano sul Topino procedono i “lavori per la riduzione della vulnerabilità idraulica”. La ditta incaricata ha già ripristinato il pilone ceduto due anni fa e così il problema strutturale sarebbe teoricamente risolto. Peccato che le istituzioni interpellate mantengano ostinatamente il silenzio sul motivo per cui il progetto non preveda anche il ripristino del pilone mancante da tempo imprecisato, come risulta dal confronto con il progetto originario del 1946 di ricostruzione della “passerella pedonale” e da un basamento rimasto orfano sotto una campata di ampiezza doppia. Ad essere obiettivi fino in fondo, per eliminare il rischio idraulico, questo “ponte”, più che consolidato andrebbe addirittura demolito, per ricostruirne uno a campata unica, come già si prospettava per i ponti cittadini e come fatto, ad esempio, per la passerella di Sportella Marini o per il nuovo ponte a Valtopina. Dai lavori in corso, con la rimozione del fondo stradale, si scopre che la struttura, oltre ad essere stata violentata per decenni da un intenso transito veicolare abusivo, che si intende perpetuare a dispetto della destinazione originale e delle norme sui ponti stradali, è stata sfruttata per il passaggio di tubi di servizi a rete per tutta la sua lunghezza, tre centrali più recenti (due per il gas, bassa e media pressione, uno per l’acqua), uno laterale, scoperto, più antico (in disuso), un secondo laterale, coperto (acqua per San Giovanni Profiamma). Insomma, tra tubazioni, veicoli di ogni tipo e dimensione, piene che lo scuotono e con tonnellate di tronchi che vi si incastrano, i pedoni, autentici destinatari dell’opera, sono quelli che hanno avuto il “peso” più insignificante. Per loro, una autentica presa… per tubo.

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