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Sergio Fortini

L’Impressione – SOTTO LA BANCA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 35 del 14.10.2018

SOTTO LA BANCA

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“Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa”: è un noto scioglilingua; il sito scuolissima.com ne azzarda qualche significato, poco convincente. Diverso sarebbe se “panca” sia leggesse “banca”: chi sta sotto, cioè si fa dominare dalla logica del debito, crepa. L’Italia, per esempio, avendo abdicato alla sovranità monetaria per la moneta unica, prerogativa non più dello Stato ma della BCE, e non avendo più nella Banca d’Italia un prestatore di ultima istanza che batte moneta nazionale, deve finanziare a debito una parte della spesa pubblica, e per questo deve sottostare alle banche e, in generale, ai cosiddetti mercati finanziari. Che in tal modo esercitano un condizionamento politico indiretto, non contemplato dalla Costituzione ma, ai quali “mercati”, i profeti del globalismo, anche dai vertici delle stesse istituzioni, a dispetto della democrazia, predicano di sottomettersi al pari di una divinità laica. La capra nella foto non sta né sopra né sotto la panca, però è stata messa alla catena: per un animale di grande vitalità, una costrizione abnorme. Peggio stare alla catena o sotto la panca? Chi vivrà, vedrà.

Mirko Revoyera, Sonidumbra – Cerreto di Spoleto

6.10.2018, Cerreto di Spoleto. L’apprendista ciarlatano. Mirko Bovini Rvoyera; Sonidumbra: Barbara Bucci, Marco Baccarelli, Gabriele Russo.

L’Impressione – T’ASSISTA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 34 del 7.10.2018

T’ASSISTA

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È scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica (328-336) che “ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore”, uno tra gli “angeli custodi”, premesso che l’esistenza degli angeli, “creature puramente spirituali”, “è una verità di fede”. Quanto spirituali? San Paolo Apostolo scrive in (1Corinzi 11, 5-6) che “se dunque una donna”, “che prega o profetizza”, “non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli” ed in (1Corinzi 11, 10) precisa che ciò si impone “a motivo degli angeli”. Con questo stesso titolo dell’articolo, l’Osservatore Romano del 2/5/2014 scrive che questo “non semplice enunciato”, “è spiegato dai più intransigenti con il timore di risvegliare le brame sessuali degli angeli che sarebbero caduti per essersi innamorati delle donne (…)”. Ancora San Paolo Apostolo, in (Ebrei 13, 2), con una motivazione trascurata dall’attuale predicazione dell’accoglienza, così esorta: “non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”. Comunque sia, Angelo, Custode e Gabriele sono i tassisti folignati che formano un turno di servizio, così come risulta dalla tabella esposta al posteggio. Una terna di nomi di ispirazione angelica, anzi, pure arcangelica. Che sia un caso o che sia un mistero, oltre all’angelo custode, che t’assista anche il tassista.

L’Impressione – PERPETUA AD ORE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 33 del 30.9.2018

PERPETUA AD ORE

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Nei Vangeli si narra della “Ultima Cena” solo in quelli “sinottici”, in modo simile tra loro ma non identico. In tutti e tre i libri (CEI 1974), Gesù “spezzò” il pane e “lo diede” ai suoi discepoli; dice “prendete” solo in Matteo e Marco, dice “mangiate” solo in Matteo, dice “fate questo in memoria di me” solo in Luca. Non risulta invece che abbia detto “adorate”, nemmeno dalle Scritture successive. Eppure l’adorazione del “Santissimo Sacramento” dell’Eucarestia, in cui la “transustansiazione” è uno dei misteri di fede, assume forma di culto. La Chiesa Cattolica la raccomanda quale “prova di gratitudine, segno di amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore”. Esistono allo scopo guide e riti di preghiera. Di recente, in un congresso eucaristico organizzato a Liverpool dalla chiesa cattolica britannica, è stato svolto il tema di come insegnare ai bambini a pregare davanti al “Santissimo”, indicando, ad esempio, di “far sedere i bambini in una posizione che consenta loro di vedere bene il Santissimo e dar loro la possibilità di concentrarsi su quella prospettiva, usando delle candele o della luce soffusa”. Nella cappella di un monastero folignate si svolge la “adorazione perpetua” ma, essendo solo in orario stabilito, l’aggettivo non è esatto. Perpetua è la “luce perpetua” della preghiera “L’Eterno Riposo”; sarebbe meglio definirla “quotidiana”, come “quotidiano” è il “nostro pane” del “Padre Nostro”. Sta di fratto che l’orario originario è cambiato e le pecette sovrapposte ad indicare quello vigente si sono sbiadite. Al mistero di fede si aggiunge il mistero dell’orario perpetuo.

Cinzia Bartoli – Gubbio

23.9.2018, Gubbio, Sala Refettorio Biblioteca Sperelliana. Gubbio Summer Festival. Da Chopin a Piazzolla. Cinzia Bartoli, pianoforte.

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