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Sergio Fortini

L’Impressione – GRAZIA A MARIA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 42 del 2.12.2018

GRAZIA A MARIA

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Cambia il messale romano, nel “Gloria” e nel “Padre Nostro”, come da Bibbia CEI 2008, perché Dio ha a benvolere tutti gli uomini e non può indurre in tentazione. Motivazioni teologiche, non filologiche, a evidenza del principio che ispira le traduzioni bibliche, salvo qualche spiraglio, per i passi più sensibili, magari nelle note, in questa o quella versione. L’altra importante preghiera dei fedeli, l’Ave Maria, non è in discussione, eppure la materia è controversa. Nel testo originale da cui origina “ave (Maria), piena di grazia”, dal greco “kaire kekaritomene”, è pacifico che il primo termine debba essere tradotto con “rallegrati”, “gioisci”, mentre sul secondo le ipotesi degli studiosi sono molteplici, tra cui “bella”, “attraente” o persino “tu che ti sei fatta (resa) bella, graziosa”. Misteri del greco antico. A Maria col Bambino è dedicata una maestà di collina, con un avviso di “pericolo di crollo” divenuto appena leggibile dopo tanti anni in cui è stato esposto. Pur con una frattura che incombe proprio sopra l’immagine venerata, la maestà resiste ancora, nonostante al pericolo non sia stato posto rimedio. Più che in un intervento strutturale, si confida forse nella “grazia” di Maria, comunque intesa. Finora pare che abbia funzionato.

L’Impressione – TELE MEDICINA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 41 del 26.11.2018

TELE MEDICINA

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Il servizio di “guardia medica” in Umbria non si chiama più così da tempo, la nuova denominazione, in ossequio al burocratese, è “servizio di continuità assistenziale”. Una volta era ubicato presso il nuovo ospedale di Foligno, poi fu trasferito nel centro cittadino anche se le indicazioni continuavano a segnalarlo in loco con duplice formula (vedi numero 20 del 2016). In seguito, quelle indicazioni ingannevoli sono state finalmente rimosse ma la storia continua. Presso la sede attuale, con la vecchia indicazione di “guardia medica”, non esiste citofono e così gli utenti, di notte, per farsi assistere, sono invitati a chiamare al telefono. Per accedere ai servizi non basta più la tessera sanitaria: per farsi aprire bisogna essere muniti anche di cellulare. Un grande progresso.

L’Impressione – FRAGILE LIBERAZIONE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 39 del 19.11.2018

FRAGILE LIBERAZIONE

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Con una retorica di altri tempi, si è celebrata il 4 Novembre la vittoria italiana nella prima guerra mondiale nel suo centesimo anniversario, con la Liberazione di Trento e Trieste dal dominio austriaco. Perché le guerre, con milioni di italiani comandati, pena la fucilazione, ad ammazzare e a farsi ammazzare, invece di essere condannate in quanto tali, vengono celebrate o deprecate a seconda che si vincano o che si perdano o di chi le abbia decise. Oggi che siamo in pace, la guerra si fa usando l’economia. L’Italia è sotto attacco finanziario dello “spread” e dei diktat politici della UE che minaccia sanzioni. Eppure, secondo la Costituzione, la sovranità dovrebbe appartenere al popolo; quella Costituzione del 1947, figlia della Liberazione del 25 Aprile 1945 dal nazi-fascismo, che i poteri globali e i loro servitori cercano di rendere sterile. A questa “Liberazione” è stato intitolato il ponte sul Topino di Porta Firenze, ma la targa in pietra mostra una netta frattura che la divide in due. Una fragile Liberazione.

L’Impressione – ROMAGNA NERA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 39 del 11.11.2018

ROMAGNA NERA

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Nei giorni del 27 e 28 ottobre, anniversario quest’ultimo della “marcia su Roma”, a Predappio, provincia di Forlì e Cesena, nel cimitero monumentale di San Cassiano, è stata riaperta dopo i restauri la tomba dove è sepolto Benito Mussolini. Ne ha dato annuncio la famiglia, avvertendo che si tratta di luoghi sacri e come tali da rispettare. Come consuetudine, pellegrinaggio pittoresco di nostalgici; in risposta, da un lato la contro manifestazione di rito dell’ANPI; dall’altro, le parole del segretario nazionale di CasaPound, tra cui: “maledetti pagliacci mascherati”, “uscisse Mussolini dalla tomba vi prenderebbe a schiaffi”. Romagna “rossa”, Romagna “nera”, un contrasto che non avrà fine. Anche a Foligno abbiamo un segno di Romagna nera, quello della vecchia tabella della omonima via, annerita dal tempo e dall’incuria. Per fortuna che c’è quella più recente, a norma di codice della strada, che però, causa le solite siepi incolte, indica di fatto una seconda via Roma. Aspettiamo la potatura.

L’Impressione – FIOR DI DISABILI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 38 del 4.11.2018

FIOR DI DISABILI

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Ancora fuori da un cimitero: questa immagine è del 2001, ha fatto la muffa nel cassetto ma non a caso perché, diciassette anni dopo, è ancora attuale e le foto recenti non sono migliori. Ancora oggi, come allora, lo spazio riservato alla sosta per i veicoli dei disabili all’esterno di questo cimitero periferico è utilizzato dal venditore di fiori di turno per parcheggiare il suo furgone e per esporre la sua merce. E che gli vogliamo impedire di guadagnarsi da vivere col suo lavoro, che peraltro è molto utile a chi coltiva la memoria dei propri cari? E poi, dove sono tutti questi disabili con il contrassegno e comunque non avrebbero altro spazio disponibile? Questo direbbe la gente o l’agente, perché a tutto si può trovare un alibi. Peccato che a salvare la forma, che poi è anche sostanza e rispetto, non costerebbe nulla. E forse quei fiori, dai defunti che ci guardano da lassù, sarebbero ancora più graditi.

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