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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – APRIRE I PONTI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 29 del 4.8.2019

APRIRE I PONTI

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Ne scrissi già nel 2014, all’avvento del Mismetti bis, torno sull’argomento all’avvento dello Zuccarini “zero”, pare che adesso si dica così. Se il tratto della ripa destra del Topino festaiola che l’Advocatus Diaboli ha magnificato nel numero scorso, nella sua continuazione a valle consente beatamente a pedalatori e camminatori di arrivare fino ai confini comunali ed oltre, in direzione opposta finisce invece poco distante sotto una delle due arcate del Ponte della Vittoria. Per proseguire verso monte, unico tra i ponti cittadini, lo si deve attraversare sopra, su Via IV Novembre. Solo i più avventurosi, confidando in un segnale escursionistico, dopo aver superato un impervio tratto di alcune decine di metri di vegetazione incolta, potrebbero osare di passarvi sotto, o carponi o addirittura strisciando, vista l’esigua altezza praticabile, trovando altra vegetazione incolta dal lato opposto. Considerato che il Topino passa solo sotto questa arcata, mentre l’altra, lato supermercato, è praticamente asciutta, basterebbe ricanalizzare per un breve tratto il corso del fiume per rimediare, ma la soluzione sarebbe troppo banale per amministratori indolenti e per una burocrazia insaziabile di complicazioni. Sta di fatto che, tra chi chiede di “aprire i porti” e chi di “costruire ponti”, non c’è nessuno che pensi ad aprire i ponti, sotto. Molto moralismo, poca fantasia.

L’Impressione – TIRARE CINGHIA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 28 del 28.7.2019

TIRARE CINGHIA

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Una delle questioni che il nuovo sindaco dovrebbe affrontare, anche nella logica della tutela del territorio e del turismo, sarebbe quello delle fontanelle pubbliche, decimate nel corso degli anni passati, assicurandone la presenza, il funzionamento e la segnalazione, di almeno una per frazione, oltre che nei luoghi di interesse escursionistico. Come già scritto nel numero 2 di quest’anno, a Valtopina è stata fatta fuori quella della piazzetta lungo la via principale; probabilmente non finirà qui, se i cittadini continueranno a fornire alibi per smantellare quelle residue. Come ad esempio in questa frazione, sempre di Valtopina, in cui la fontanella, con rubinetto a pulsante per limitare gli sprechi, viene tenuto aperto con una cinghia per poter attaccare un tubo ed annaffiare i fiori privati. Invece di smantellare le fontane, le autorità preposte dovrebbero vigilare e sanzionare severamente gli abusi. Altrimenti, per uno che “tira cinghia”, sono condannati a tirare cinghia tutti gli altri che non hanno colpe, restando a bocca asciutta.

L’Impressione – SEGNO E DISEGNO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 27 del 21.7.2019

SEGNO E DISEGNO

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Sono molti anni che assisto divertito a truppe di giovani aspiranti militari che, giunti a Foligno con il mio stesso treno e diretti al centro di selezione, non avendo visto l’indicazione sopra le scale, seguono quelli che numerosi vanno al parcheggio in Piazzale della Pace; qui emergono smarriti e solo così capiscono che l’uscita per il centro città è dalla parte opposta. Qualche volta li ho pure canzonati, dicendo che se quello è il loro senso di orientamento, povero esercito italiano! Ovviamente non solo militari ma tanta altra gente, tipicamente forestieri, tra cui turisti. Come biglietto da visita cittadino, niente male. Le Ferrovie, nonostante le segnalazioni, se ne sono sempre fregate, idem il Comune di Foligno, nonostante l’amicizia di Mismetti con le alte gerarchie militari. Ora il miracolo: RFI ha finalmente capito che l’indicazione per il centro città va messa anche nel sottopassaggio e così ha esposto un burocratico avviso in tal senso. Singolare però che ciò sia avvenuto solo pochi giorni dopo la comparsa di una analoga scritta di grandi dimensioni tracciata a mano sulla parete del sottopasso; ancor di più che, una volta affisso l’avviso ufficiale, tale scritta, di fatto un imbrattamento, non sia stata ripulita. Forse perché si vede meglio dell’avviso stesso?

L’Impressione – FRANA CHE TI PASSA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 26 del 14.7.2019

CHE SCHIVO

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Se il Comune di Foligno ha continuato ad ignorare la pesante frana di Roccafranca che ha compromesso da anni l’accesso al suo territorio della valle del Vigi, non è che in quello limitrofo di Valtopina, quanto a frane, ci sia tanto da stare allegri. Se lato Subasio quelle sul Fosso dell’Anna sono state sistemate, idem quelle in zona Marcofrate e Casa Tommaso (con la segnaletica non aggiornata), quella in zona Casa Palombaia, con relative deviazioni, resta invece irrisolta sine die. La frana più pesante è comunque lato monte Faeto, poco prima di Sasso, datata oramai oltre un anno, che ha invaso completamente la strada proveniente da Pieve Fanonica che prosegue verso Giove. Se non si transita con nessun veicolo, la transenna scostata ed aperta lascia invece intendere che qualcuno ci passi ugualmente attraverso. D’altronde, per evitare almeno a piedi parecchi chilometri di tragitto alternativo, in qualche modo bisogna pur fare, anche se qualche decina di metri tra sbalzi sconnessi sono impegnativi da percorrere. Eppure basterebbe poco a spianare con una ruspa un minimo di sentiero praticabile a beneficio dei camminatori e dei pedalatori di montagna. Ma se la burocrazia non prevede le mezze misure, evidentemente anche a Valtopina, come già a Foligno, i pubblici amministratori concepiscono la mobilità sul territorio solo al volante. Chi vuole andare a piedi prenda la macchina.

L’Impressione – CHE SCHIVO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 25 del 7.7.2019

CHE SCHIVO

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Non bastava Michele Serra, giornalista sull’amaca da Roma, con le sue sentenze; ci si è messo anche Giovanni Guidi, musicista jazz da Foligno, candidato di “sinistra” (“perché sono un artista”) alle elezioni UE, che dall’alto del suo pulpito di non eletto ha sfidato con un esame di dottrina cristiana il nuovo sindaco, che non ha mancato di asfaltarlo con la sua replica, in modo fermo ma elegante. Avanti un altro, sperando che ponga questioni in modo più serio e più sobrio. “SE GUIDI NON BERE”: forse ispirato dal satiro cautelativo, mi viene in mente questo slogan istituzionale. Chissà perché. A proposito di guida e di asfalto, a Foligno, in attesa che la struttura comunale capisca che l’aria è cambiata, continuano le negligenze. In Via Campagnola, le belle buche scavate già da qualche settimana non sono state sistemate e chi ci passa ignaro conducendo un mezzo deve subire energici scossoni. Chi invece ci è già passato, si premura di schivare il trabocchetto, chi da destra, chi anche da sinistra. Insomma, è ancora tutto uno schivo.

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