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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – FIAT VOLUNTAS

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 26 del 15.7.2018

FIAT VOLUNTAS

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Nella Legge che fu data a Mosè sul Monte Sinai è scritto (da Esodo 20, 4): “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra”. Poi le cose sono andate in modo leggermente diverso e così possiamo godere delle infinite bellezze che l’arte sacra ha prodotto. A bordo delle automobili, è consuetudine diffusa tenere ed esporre immagini od oggetti di culto, come appunto la corona del rosario, non di rado associati ad una invocazione di protezione terrena o intesi come tali. Per i religiosi alla guida, assumono valore di testimonianza di fede, come in questa automobile da cui sono scese alcune suore laiche, dove nel posto per il tagliando dell’assicurazione è infilata una figura di San Michele Arcangelo e nella parte posteriore destra è attaccata quella di un ostensorio a significare la Santissima Eucarestia. Dal lato opposto, c’è questa raffigurazione di Gesù che, con lo sfondo della casacca di emergenza stradale riposta all’interno e con il marchio di fabbrica FIAT impresso sul vetro. Un tetragramma non casuale, che evoca istintivamente un passo del Pater Noster, la preghiera insegnata da Gesù stesso, “fiat voluntas tua”. Quando si dice il caso!

L’impressione – PIE-VUS CANONICA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 25 del 8.7.2018

PIE-VUS CANONICA

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Non so e non voglio sapere a chi sia imputabile un simile spargimento di rifiuti all’ingrosso, se da parte di abitanti del vicinato, chiunque essi siano, oppure di qualcuno in transito che ha deciso di scaricare proprio qui dei rifiuti prodotti altrove. Comunque sia, oltre che indegno ed indecente dal punto di vista civico, questo modo di fare è irriguardoso nei confronti di un luogo di culto quale è la Pieve Fanonica, che si trova proprio dal lato opposto della strada. Ci vorrebbe una bella spiata, ma forse ognuno si fa i fatti suoi. In alternativa, per prendere provvedimenti, anche sanando eventuali lacune del servizio, i competenti uffici comunali o la VUS, aspettano probabilmente che una simile quantità di immondizia venga scaricata direttamente davanti alla porta della chiesa. Se questa è l’unica speranza, siamo ridotti proprio male.

L’Impressione – FOYER

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 24 del 1.7.2018

FOYER

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Nel 1982, replicando ad uno dei miei primi articoli, dal titolo “alla ricerca del teatro perduto”, Pier Domenico Clarici significò che a Foligno non c’era bisogno di un nuovo teatro perché bastavano quelli esistenti, cioè i suoi. Lo stesso rispose, in una conferenza stampa di fine anno, non ricordo quale, l’allora sindaco Salari, con vice Mismetti, ad una mia domanda sul tema. Fu l’assessore Barbetti a riesumare la questione, rimasta lettera morta fino a quando, di recente, l’imprenditore e mecenate regionale Brunello Cucinelli da Solomeo di Corciano, non ha detto “mi piacerebbe vedere un teatro importante anche a Foligno”, al che la questione, benedetta da cotanta autorità, è divenuta improvvisamente urgente. Talmente benedetta, che subito l’idea della costruzione del teatro evocato dal Brunello si è miracolosamente palesata nell’area dell’ex zuccherificio della discordia, a contorno della pace scoppiata a sorpresa tra Raggi e Mismetti, dopo lunghi anni di carte bollate. Una coincidenza perfetta però a pensar male si fa peccato ma tutto è bene quel che finisce bene e più non dimandar. Foligno, tuttavia, quanto ad archeologia industriale, non è Assisi, dove il Teatro Lyric degli “Angeli” è stato ricavato dai padiglioni dismessi della ex Montecatini. Qui, di dismesso, sono rimaste giusto due ciminiere, messe in sicurezza per la loro conservazione, che però dovrebbero risultare utili: guarda caso, “ciminiera”, dice Treccani, origina dal francese cheminée, derivazione di caminus, “focolare”, che in francese si traduce foyer. Quindi, in attesa della sala e del palcoscenico, si può ben dire che per il futuro teatro cittadino, il foyer ce l’abbiamo già, anzi due, e così siamo pure un bel pezzo avanti. Staremo a vedere se non sarà solo fumo.

L’Impressione – SEGNALI A PIACERE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 23 del 24.6.2018

SEGNALI A PIACERE

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Via Feliciano Scarpellini sarebbe una via qualunque, se non fosse per un recente intervento di viabilità. Allo scopo evidente di limitare la circolazione degli autoveicoli, sono stati collocati due dissuasori a metà strada tra Piazza San Giacomo e l’incrocio con Via Santa Margherita, lasciando anche un varco, per il passaggio dei pedoni e, si presume, pure dei velocipedi. Niente di speciale, se non fosse per la relativa segnaletica verticale. Dal lato di Piazza San Giacomo, un segnale di divieto d’accesso, che implica un senso unico in senso opposto, impossibile data la presenza dei dissuasori, e un segnale di direzione obbligatoria a destra che punta, se non al muro, alla porta di un passo carrabile. Dal lato opposto, altro segnale di divieto d’accesso, che implica un senso unico ugualmente impossibile, che diventa così in entrambi i sensi, e un segnale di divieto di circolazione, che taglia la testa al toro, smentendo il già citato impossibile doppio senso unico. Tombola. Una delle invenzioni di maggior rilievo di sempre dei competenti uffici comunali. Aspettiamo fiduciosi altri capolavori. Chissà che queste opere non piacciano e che il turismo non ne tragga beneficio.