web analytics

Archivi

Categorie

Presenze

L’IMPRESSIONE

POLVERI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 39 del 12.11.2017

POLVERI

im201739

Nell’omelia pronunciata durante la messa celebrata nella Basilica Vaticana “in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno”, il Papa ha posto l’accento sulla citazione dal libro di Daniele, da cui la prima lettura, del versetto (Dn 12, 2): “molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglie-ranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna”, senza chiarire perché i “molti” non sarebbero tutti, e senza citare né l’inferno né il relativo fuoco eterno, che sembrano così mitigati dalla eterna vergogna. Misteri della dottrina. In una istruzione emanata il 15 agosto 2016, “Ad resur-gendum cum Cristo”, “circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione”, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha chiarito che “la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana” poiché ” non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo”. Altrimenti che on-nipotenza sarebbe? Però “non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo”. Questa è la regola, altro è la realtà. Tanto è vero che la scorsa settimana, con una lieta cerimonia sulla riva del Topino, un gruppo di persone ha compiuto, sì, la dispersione delle ceneri di un loro congiunto nelle acque del fiume, ma ne ha comunque mantenuta una parte nell’urna dove erano state poste. L’istruzione vaticana ammette le mezze misu-re? E poi, oltre che l’anatema, è verosimile temere anche le sanzioni di qualche zelante esecutore della vigente ordinanza di contenimento delle polveri sottili? Ricordati, uomo, “polvere tu sei e in polvere tornerai”, ma non senza complica-zioni.

PARCA SOSTA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 38 del 5.11.2017

PARCA SOSTA

im201738

Dal primo gennaio prossimo, l’area Polizia Municipale del Comune di Foligno avrà un nuovo dirigente; di nomina amministrativa, quindi non più “di natura fiduciaria”, immigrato da un’altra regione, quindi estraneo all’attuale apparato. Staremo a vedere se questo farà la differenza, in un ente comunale dove, in generale, conta più la liturgia che la sostanza. Un esempio di ciò che riceverà in eredità il nuovo comandante viene dal cimitero centrale dove, in occasione della commemorazione dei defunti, l’afflusso di gente in carrozza è massiccio. Bene, in corrispondenza dell’ingresso sud, dove è presente una segnaletica verticale stabile di parcheggio autoveicoli in fila, dallo stesso lato sono posti dei segnali mobili di divieto di sosta con rimozione forzata, titolati “Polizia Munici-pale Foligno”. Una contraddizione evidente, un’incertezza gratuita, peraltro senza che sui segnali siano forniti dettagli e senza che dall’albo pretorio, tanto per cambiare, risulti una corrispondente ordinanza. Se solo il nuovo dirigente riuscisse ad evitare che i cittadini vengano indotti in stato confusionale, come spesso accade, ad opera di chi, per funzioni diverse, opera sulle strade, sareb-be già un motivo per intonare al cielo inni di lode.

AVANTI FIANO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 37 del 29.10.2017

AVANTI FIANO

im201737

Difficile, visti i precedenti, pensare che sia imputabile a vandalismo qualunque il danneggiamento del mascherone, con la rottura del naso, della fonte di Acquabianca, di era fascista (simile a quelle sul Valico della Somma o a Costacciaro), alla quale vengono ad attingere da ogni dove dell’ottima acqua gratuita, che non ha colore politico. Il mascherone fu ricostruito praticamente da zero, con il recupero della fonte, una decina di anni orsono, dopo che una successione di eventi di danneggiamento, apparentemente casuali, ne aveva causato di fatto la demolizione. Del disegno di legge “Fiano”, di contrasto dell’uso di simboli del fascismo e del nazismo, ho parlato nel numero 27, quando era ancora tale; ora è stato approvato dalla Camera e, se il Senato lo confermerà, diventerà legge. Nel frattempo, qualcuno forse ritiene che ci si possa già portare avanti con il lavoro. Se il Comune di Foligno non darà un chiaro segno, intervenendo con una tempestiva riparazione, c’è da scommettere che qualche altro antifascista orfano del fascismo si senta autorizzato a continuare l’opera.

QUINTERNANA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 36 del 22.10.2017

QUINTERNANA

im201736

Il Comune di Assisi ha cambiato le tabelle di località, aggiungendo l’indicazione “città di San Francesco”, ovviamente quello di Assisi. Era necessario, troppa gente è convinta che sia la città di San Rufino. Qualche malumore per una scelta così netta ed esclusiva; assisani, contentatevi: se aveste avuto Mismetti come sindaco, avreste rischiato di essere la “città del calendimaggio”, così come Foligno è diventata la “città della quintana”. La quintana di Foligno, in trasferta a Nuova York (come diceva Ruggero Orlando) per il “Columbus day”, con una rappresentanza che ha percorso anche sotto la pioggia la “quinta strada” dove, ad uno sparuto pubblico con l’ombrello, sono stati mostrati scampoli della sfilata, senza alcun segno dell’infilata. Oltre ai tamburi, solo sartoria: né il dio Marte, né un cavallo col cavaliere uniti nel famoso binomio, né una lancia. A proposito di lance, sulla stazione di Terni spicca un elemento della passerella pedonale di collegamento tra i lati opposti della ferrovia, detto “tripode”, che sembra proprio rappresentare tre lance e due anelli quintanari. Foligno, “città della quintana”, non ha un monumento alla quintana. Si potrebbe colmare questa lacuna adottando quello di Terni ed accomunare Narni, con la sua corsa all’anello, sotto il segno della “quinternarna”.

PIETRA IN BIANCO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 35 del 15.10.2017

PIETRA IN BIANCO

im201735

Le pavimentazioni sembrano un capitolo lontano della storia cittadina eppure, una volta fatte, incombe e persiste la necessità di manutenzione laddove si formano fratture, cedimenti, dissesti di varia natura. Le soluzioni a volte sono pertinenti, altre volte sono carenti, altre ancora si limitano alla solita toppa di asfalto, che con la pietra non avrebbe nulla a che spartire. Il futuro, però, ci prospetta altre ipotesi. Nel piazzale antistante la nuova sede INAIL, adibito a parcheggio, la pavimentazione ha subìto un ampio dissesto, con le piastrelle che non spianano più e la pavimentazione che assume una conformazione ondulata ed instabile. Anziché risolvere il problema intervenendo alla radice, la soluzione adottata è stata molto più sbrigativa: una bella gettata di breccia fine che confonde la vista e funge da elemento stabilizzatore. Se questo è il nuovo che avanza, vuoi vedere che, in un futuro non troppo remoto, nel pavimentato centro cittadino torneremo alle strade bianche?

STAZIONAMENTO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 34 del 8.10.2017

STAZIONAMENTO

im201734

Foligno, città con dichiarata vocazione turistica, non ha un’area di sosta attrezzata per camper; ne risulta una a Colfiorito in zona Casermette, mentre quella di via Campagnola, così allestita anni fa, di fatto non è più tale da diverso tempo. Ciò significa che i camperisti o si rivolgono alle città vicine oppure si arrangiano in zone di sosta o di parcheggio. Non di rado ciò comporta l’occupazione di spazi preziosi per gli utenti abituali, come ad esempio il parcheggio di Piazzale della Pace, molto utilizzato da chi prende il treno o si reca nel centro cittadino tramite il sottopassaggio che attraversa la stazione ferroviaria e sbuca in piazzale Unità d’Italia. Visto inoltre l’ingombro tipico del mezzo, l’occupazione esorbita dal singolo posto auto, con una ulteriore riduzione degli spazi fruibili. Ci sono poi quelli che non si fanno scrupoli e si piantano in luoghi dove non solo la domanda di parcheggio è molto alta ma anche la disponibilità di posti limitata. Questo mezzo, ad esempio, pizzicato pochi giorni fa, non solo occupa più del suo spazio ma addirittura invade ben tre posti per i motocicli. Tutto regolare. Chi di dovere augura la buona notte.

DONNE APERTE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 33 del 1.10.2017

DONNE APERTE

im201733

Le cronache recenti riferiscono di numerosi fatti che hanno avuto come vittime delle donne in quanto tali. Molti gli appelli, tra i quali non poteva mancare quello della prima donna tra le cariche istituzionali, nel chiedere “un provvedi-mento che aumenti la protezione e le tutele per le donne e rafforzi le misure di interdizione contro gli uomini violenti”. Come questo si possa tradurre in prati-ca non è dato sapere: staremo a vedere. Veniamo a Foligno, dove, in fatto di misure di tutela delle donne, abbiamo un caso esemplare. In uno dei rari servi-zi igienici pubblici nella zona centrale, oltre allo schifo di tutto il resto, il bagno delle donne, causa un asse venuto meno dal lato del battente, ha la porta con una fessura verticale di una decina di centimetri per tutta l’altezza, che con-sente di sbirciare facilmente dall’esterno e che quindi ne pregiudica l’intimità. Una certezza che mai nessuna donna si ridurrebbe ad usarlo, nemmeno se ne avesse impellente necessità. Pertanto, niente donne, nessun pericolo per loro. Ecco fatta la protezione.

ADDIO MARTE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 32 del 24.9.2017

ADDIO MARTE

im201732

Quintana: anche questa è fatta, come disse quello che ammazzò la moglie; se fatta bene non saprei dirlo. A Foligno, tra sabato e domenica, si doveva scatenare il finimondo, allerta meteo codice arancione: questa la profezia della protezione civile regionale, la cui eco è rimbalzata per tramite comunale sulle linee telefoniche, con gente pronta ad arrampicarsi sul tetto per salvarsi dall’inondazione. Invece, nulla di fatto o quasi. La sfilata del sabato sera non è stata annullata, salvo una ritirata generale a metà percorso causa una normale pioggia, e nemmeno l’infilata domenicale che, a dispetto del verbo di Moretti, si è svolta in un pomeriggio di sole e senza sacrifici animali. Se ne riparla l’anno prossimo. Al dio Marte piacendo, che, se nella statua di giostra sembra mantenere la sua fierezza, altrettanto non si può dire nelle sue effigi poste sull’appendice della tabella di località di Foligno in cui la si proclama “città della Quintana”. Nel numero 31 del 2015 avevo documentato l’annerimento di tali immagini ma la situazione, come sempre, ha fatto un passo avanti: adesso le pecette che lo raffigurano si stanno proprio distaccando, come pure quelle delle città gemellate, lasciando il posto al nulla. C’è il rischio che il dio Marte non gradisca. Quintanari, siete avvertiti.

TAGLI ED AVANZI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 31 del 17.7.2017

TAGLI ED AVANZI

im201731

Lo Stato deve tagliare la spesa, ci ripetono con insistenza, però non ci dicono che la spesa pubblica concorre al PIL, sia direttamente che come indotto dei consumi privati, che pure sono un addendo del PIL, e che quindi, aumentando la spesa, aumenta in maggior misura il PIL e quindi si abbassa il rapporto deficit/PIL e quello debito/PIL. Sta di fatto che i tagli della spesa comportano una riduzione dei servizi, a tutti i livelli. Nei servizi locali, ad esempio, uno di quelli più in sofferenza è la cura del territorio, come la manutenzione e la pulizia del verde, delle strade e dei siti di interesse culturale. Per fortuna che, a scendere in soccorso dei tagli dello Stato, ci sono uno stuolo di volontari mossi da spirito di civica misericordia. Uno dei casi più recenti risulta essere stata la pulizia della zona archeologica del viadotto romano della via Flaminia a Pieve Fanonica. Non so con precisione in cosa sia consistita l’opera volontaria, ritengo di poter escludere che si sia trattato di potatura di alberi, sta di fatto che cumuli di rami secchi fanno stabilmente bella mostra nel prato circostante, dove peraltro vige il “divieto di scarico”. Pulizia da un lato, degrado ed abbandono dall’altro. Una ruota che gira.

PUNTALE IN ALTO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 30 del 10.7.2017

PUNTALE IN ALTO

im201730

La chiesa di Santa Maria Assunta in Serrone è nota per la tela raffigurante la Bottega di San Giuseppe, “stupendo esempio del movimento pittorico del 600 da attribuirsi presumibilmente ad un pittore fiammingo venuto in Italia nei primi anni del XVII secolo attratti dallo stile del Caravaggio”. Collocata nell’altare di destra, dove ora c’è una copia, fu trasferita nel Museo Diocesano a seguito del terremoto del 1997. Nel dicembre del 2011, al termine dei lavori di recupero, la chiesa fu riaperta al culto ma non è durata molto. Il terremoto del 2016 l’ha infatti resa di nuovo inagibile e bisognosa di ulteriori interventi. Un segno visibile dei più recenti danni è il puntale del campanile che, staccatosi dal resto, è attualmente collocato sul sagrato. Il vescovo Gualtiero, citando don Primo Mazzolari, scrisse nel 2009 che “un giornale diocesano (…) deve puntare in alto”. Puntare in alto, anzi, puntale in alto, ovvero tornare in cima al campanile, è ugualmente uno degli auspici della chiesa di Serrone. Sperando che la prossima volta sia quella buona.