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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – FIOR DI DISABILI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 38 del 4.11.2018

FIOR DI DISABILI

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Ancora fuori da un cimitero: questa immagine è del 2001, ha fatto la muffa nel cassetto ma non a caso perché, diciassette anni dopo, è ancora attuale e le foto recenti non sono migliori. Ancora oggi, come allora, lo spazio riservato alla sosta per i veicoli dei disabili all’esterno di questo cimitero periferico è utilizzato dal venditore di fiori di turno per parcheggiare il suo furgone e per esporre la sua merce. E che gli vogliamo impedire di guadagnarsi da vivere col suo lavoro, che peraltro è molto utile a chi coltiva la memoria dei propri cari? E poi, dove sono tutti questi disabili con il contrassegno e comunque non avrebbero altro spazio disponibile? Questo direbbe la gente o l’agente, perché a tutto si può trovare un alibi. Peccato che a salvare la forma, che poi è anche sostanza e rispetto, non costerebbe nulla. E forse quei fiori, dai defunti che ci guardano da lassù, sarebbero ancora più graditi.

L’Impressione – VUS PERPETUA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 37 del 28.10.2018

VUS PERPETUA

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“A Spello si sta meglio”, scriveva una volta, su Facebook, Luca Radi, che poi è tornato nella sua Foligno per fare il presidente della Pro Loco e pure “La Francescana”, “ciclostorica d’epoca”; molto meglio che chiamarla “La Feliciana”, un simile marchio di identità locale avrebbe fatto meno marketing, sarebbe stato provinciale, mentre quello del Poverello, internazionale, è sempre una garanzia. A Spello si sta meglio, la città è un gioiello, il sindaco non è mai un faciolaro ed è sempre cortese, mentre quello folignate in scadenza, l’ultima volta che mi rivolse la parola, mi disse che se non gradivo l’andazzo potevo sempre cambiare residenza. Neanche Spello, tuttavia, è immune da qualche magagna, come in questo punto di raccolta di rifiuti, che si ammucchiano fuori dai cassonetti, dove la gente viene apposta per continuare ad aggiungerne. Il fatto non avrebbe rilievo se non accadesse a ridosso del cimitero, dove all’interno si portano fiori ai defunti ed all’esterno sacchetti di immondizia che traboccano. A Spello si sta meglio, però, purtroppo, la VUS è uguale per tutti.

L’Impressione – DIVIETO STRABICO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 36 del 21.10.2018

DIVIETO STRABICO

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L’indicazione della via di “fuga a rovescio” (numero 32) di Porta Romana è sparita; problema brillantemente risolto. Vengo al dunque. Sebbene fin dal 2011 una circolare del ministero abbia precisato che su una strada a senso unico di larghezza minima di 4,25 metri si può istituire la circolazione dei velocipedi “contromano”, gli scienziati comunali della viabilità, come pure i decisori politici, se ne sono beatamente infischiati. Così come si sono infischiati dei velocipedi invertendo il senso unico di circolazione del tratto di via Mazzini tra Piazza San Domenico e l’incrocio con Via Benedetto Cairoli, senza fornire indicazioni di tragitto alternativo ma consentendo la sosta degli autoveicoli sul lato sinistro, dove forse gli stessi velocipedi potrebbero passare in virtù della suddetta circolare. Gran parte dei pedalatori, comunque sia, se ne frega, passando lo stesso ma infrangendo il divieto come da segnale. Segnale che, però è diventato strabico, essendo rivolto quasi del tutto verso il muro e come tale praticamente irrilevante. Morale, adesso i velocipedi possono, sì, circolare contromano, ma con l’alibi. Anche in questo caso, problema brillantemente risolto. Applausi.

L’Impressione – SOTTO LA BANCA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 35 del 14.10.2018

SOTTO LA BANCA

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“Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa”: è un noto scioglilingua; il sito scuolissima.com ne azzarda qualche significato, poco convincente. Diverso sarebbe se “panca” sia leggesse “banca”: chi sta sotto, cioè si fa dominare dalla logica del debito, crepa. L’Italia, per esempio, avendo abdicato alla sovranità monetaria per la moneta unica, prerogativa non più dello Stato ma della BCE, e non avendo più nella Banca d’Italia un prestatore di ultima istanza che batte moneta nazionale, deve finanziare a debito una parte della spesa pubblica, e per questo deve sottostare alle banche e, in generale, ai cosiddetti mercati finanziari. Che in tal modo esercitano un condizionamento politico indiretto, non contemplato dalla Costituzione ma, ai quali “mercati”, i profeti del globalismo, anche dai vertici delle stesse istituzioni, a dispetto della democrazia, predicano di sottomettersi al pari di una divinità laica. La capra nella foto non sta né sopra né sotto la panca, però è stata messa alla catena: per un animale di grande vitalità, una costrizione abnorme. Peggio stare alla catena o sotto la panca? Chi vivrà, vedrà.

L’Impressione – T’ASSISTA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 34 del 7.10.2018

T’ASSISTA

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È scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica (328-336) che “ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore”, uno tra gli “angeli custodi”, premesso che l’esistenza degli angeli, “creature puramente spirituali”, “è una verità di fede”. Quanto spirituali? San Paolo Apostolo scrive in (1Corinzi 11, 5-6) che “se dunque una donna”, “che prega o profetizza”, “non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli” ed in (1Corinzi 11, 10) precisa che ciò si impone “a motivo degli angeli”. Con questo stesso titolo dell’articolo, l’Osservatore Romano del 2/5/2014 scrive che questo “non semplice enunciato”, “è spiegato dai più intransigenti con il timore di risvegliare le brame sessuali degli angeli che sarebbero caduti per essersi innamorati delle donne (…)”. Ancora San Paolo Apostolo, in (Ebrei 13, 2), con una motivazione trascurata dall’attuale predicazione dell’accoglienza, così esorta: “non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”. Comunque sia, Angelo, Custode e Gabriele sono i tassisti folignati che formano un turno di servizio, così come risulta dalla tabella esposta al posteggio. Una terna di nomi di ispirazione angelica, anzi, pure arcangelica. Che sia un caso o che sia un mistero, oltre all’angelo custode, che t’assista anche il tassista.

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