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ECCESSO D’ACCESSO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 1 del 13.1.2013

ECCESSO D’ACCESSO

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Addio schifosa Italia, emigro, vo a lavorà a la Vescia. Questa citazione di chissà quale anonimo, probabilmente a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, periodo che vide molti cercare all’estero rimedio alla miseria (anche mio padre fu tentato di farlo), resiste all’oblio del tempo, sia pure con qualche inevitabile, minima variante. La Vescia, o meglio Vescia, frazione che per antonomasia diventa “estero”. Di solito l’estero, specie quello del nord Europa, ci ispira l’idea di civiltà, di cura del bene comune. A Vescia, recentemente, non si è avuta questa impressione. La strada principale, via Nocera Umbra, è stata asfaltata a regola d’arte, coprendo tutti i tombini delle condutture sottostanti, mortificando anni di lavori; anche qui è stato collocato un autovelox di quelli arancioni che sono efficaci solo con la rara presenza della polizia municipale, e che diversamente sono solo un oggetto decorativo e bersaglio di gestacci. La ciliegina sulla torta è però l’ordinanza con cui, poco distante dall’autovelox, una anonima traversa della stessa via principale, indicandola col nome della parallela via Mencaroni, dove sbuca dalla parte opposta, è stata resa a senso unico e transitabile ai soli residenti, uno di numero, con grande sfoggio di risorse segnaletiche, addirittura due segnali di divieto di accesso, uno per lato, manco fosse una strada a file parallele. Si passa dalla inettitudine più ostinata al protagonismo più smodato, vai a capire la logica. Comunque sia, i costruttori di segnali ringraziano… e magari fossero solo quelli

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