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Sergio Fortini

Lola Swing Italiano – Nocera Umbra

1.8.2020, Nocera Umbra. Lola Swing Italiano. Alessandra Ceciarelli, voce; Moreno Romagnoli, sax; Sebastiano D’Onofrio, pianoforte; Marco Marino, contrabbasso; Jacopo Bocci, batteria. Nicola Bazzica e Cristina Milanesi, ballo.

Sator Duo – Gubbio

26.6.2020, Gubbio, Sala ex Refettorio Biblioteca Sperelliana. Concerti Aperitivo. Visioni, la musica del grande cinema. Sator Duo. Paolo Castellani,  violino. Francesco Di Giandomenico, chitarra.

L’Impressione – SVISTE CICLABILI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 22 del 12.6.2020

SVISTE CICLABILI

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In occasione della “giornata mondiale della bicicletta”, il sindaco Zuccarini proclama che “una delle priorità di questa amministrazione comunale è proprio quella di riaffermare Foligno come capitale regionale della bicicletta”. Belle parole, peccato che manchino i fatti. Chiedo scusa se continuo a ripetermi. Piste dette “ciclabili” che tali non sono a norma di codice della strada perché promiscue con i pedoni, con limite di velocità di 10 km/h, quando non impraticabili in sicurezza; centro cittadino dove le biciclette sono soggette allo stesso regime dei veicoli a motore; soluzioni mancanti ove necessario, in primis la vecchia via Flaminia tagliata in due dalla SS 3 in zona Ponte Centesimo; il tutto con la compiacenza della Fiab. A riprova di quanto siano considerati i ciclisti, vale l’ordinanza numero 74 del 17/3/2020 con la quale il sindaco, in omologazione a molti altri, ha chiuso le piste ciclo-pedonali in quanto ritenute, al pari dei parchi, luoghi di possibile assembramento e non infrastrutture viarie a pieno titolo: un declassamento mortificante. Chiusura che, almeno stando alle apparenze, non è mai decaduta del tutto: lo dimostrano i segnali volanti esposti a suo tempo e che il Comune di Foligno non si è ancora curato di rimuovere. Una trascuratezza emblematica. Di buone intenzioni sono lastricate non solo le vie dell’inferno ma anche le cosiddette piste ciclabili di Foligno.

L’Impressione – CACCIA ALLA STORIA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 21 del 7.6.2020

CACCIA ALLA STORIA

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Narra Don Luciano Gregori che, fin quando non fu costruita quella attuale (sfruttando allo scopo i prigionieri della prima guerra mondiale), la strada per andare da Casenove a Colfiorito era l’antica Via Plestina che, passando sotto Cifo, arrivava ai Piani di Ricciano; per agevolare i carri a superarne le asperità, c’era a Casenove chi si guadagnava la giornata mettendo a disposizione animali da tiro. Questa via di valore storico esiste ancora, anche se non segnalata come tale, percorribile in tempi normali come carrareccia, seppure a tratti ripida e sconnessa. L’estremità a monte, ai Piani di Ricciano, utilizzata da mezzi agricoli, è ben visibile, accessibile e battuta. Al contrario, l’estremità a valle, dal bivio sotto Cifo, è nascosta del tutto alla vista di chi la cerca e la voglia percorrere, perché attualmente, per un centinaio di metri, è ridotta ad una giungla di vegetazione incolta, ricca di spine, rami e sterpaglie. Forse anche per il calo di frequentazione del periodo attuale ma certo anche per l’ignoranza e il disinteresse delle istituzioni preposte. Un altro pezzo di patrimonio viario escursionistico che così risulta abbandonato a sé stesso. È dura da ammettere ma, per ripristinare la sua praticabilità, così come in tanti altri casi, lungi dal confidare nei competenti uffici, non ci resta che sperare nell’opera dei motociclisti e dei cacciatori.

L’Impressione – CHE IL VIRUS CESSI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 20 del 31.5.2020

CHE IL VIRUS CESSI

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“Per il contenimento della diffusione del coronavirus è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto”, così recitano le norme più recenti. Tra i “luoghi al chiuso accessibili al pubblico” pare logico includere anche i servizi igienici pubblici comunali in Via Pertichetti, che invece si presentano come se niente fosse. Manca infatti una qualunque prescrizione esposta all’esterno sulle norme da rispettare e sulle cautele da adottare (unica segnaletica, il divieto di sosta con rimozione), mancano all’interno erogatori di agente disinfettante per le mani e, nonostante la situazione attuale, continua a mancare personale di presidio (come ad esempio ai servizi igienici pubblici, a pagamento, della stazione ferroviaria) se non altro per disciplinare l’accesso oltre che pulire all’occorrenza. I bagni pubblici comunali sono sempre stati inadeguati per sicurezza, manutenzione, decoro ed igiene; ora fanno difetto anche dal punto di vista sanitario. Per i nostri amministratori, cessi erano e cessi rimangono.

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