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Sergio Fortini

L’Impressione – DIVIETO INCOGNITO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 11 del 22.3.2020

CORONA VULNUS

im202011

Oltre che di emergenza, stiamo vivendo un periodo di confusione e di incertezza. Le norme emanate sono variamente interpretate e declinate e per certi aspetti lacunose. Sono consentiti gli spostamenti autocertificati per motivi di lavoro; quindi, deduco, solo per i giornalisti professionisti, che fanno i giornalisti per lavoro. E quindi, deduco, un giornalista pubblicista, come il sottoscritto, se ne deve stare a casa, perdendo il contatto con la realtà, e può utilizzare solo materiale d’archivio, finché dura. Incertezza che si aggiunge ad incertezze. Il soggetto nella foto è un cartello nel sottopassaggio ferroviario, che sarebbe stato di divieto di fumo ma che di fatto non vieta nulla perché totalmente cancellato. La stessa fine stanno facendo i divieti di circolare in sella in bicicletta, che vengono staccati o strappati poco per volta. Difficile, anche volendo, cogliere sul fatto chi provoca il danno ma almeno ripristinarlo sarebbe un chiaro segnale di contrasto e la spesa sarebbe irrisoria. A pensar male che sia disinteresse o negligenza si fa peccato ma forse, come diceva il divo Giulio, ci si indovina.

L’Impressione – CORONA VULNUS

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 10 del 15.3.2020

CORONA VULNUS

im202010

Se il terremoto del 2016 era considerato il castigo divino inflitto all’Italia per le unioni civili, il coronavirus di oggi sarebbe un avvertimento della Madonna di Medjugorie all’umanità, parola di Radio Maria. Mentre “La Nuova Bussola Quotidiana” parla di “capitolazione della Fede davanti al coronavirus”, il cardinale Bassetti conferma l’invito ad “osservare al massimo le precauzioni che via via vengono richieste”, aggiungendo l’invito alla preghiera. Perde però l’occasione di raccomandare la recita del Rosario, che si identifica con la corona, in consonanza proprio col virus. Corona del rosario che molto spesso è presente nelle mani delle statue, dei Santi o della Madonna, esposte nelle chiese, non senza stranezze. Questa, ad esempio, in una chiesa cittadina, alla sua estremità ha la figura del Crocefisso con un braccio della croce mutilato. Pregate, rivolgetevi alla Madonna del Pianto esposta per la circostanza, recitate il Rosario, ma che almeno la corona sia in condizioni decorose.

L’Impressione – CORONA VIRTUS

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 9 del 8.3.2020

CORONA VIRTUS

im202009

Si narra che Sant’Angela da Foligno, “dopo essersi recata ad Assisi ed aver avuto esperienze mistiche, avviò un’intensa attività apostolica per aiutare il prossimo e soprattutto i suoi concittadini affetti da lebbra” e che durante un giovedì santo, “sperimentò la dolcezza divina, lavando piedi e mani ai lebbrosi e bevendone l’acqua”. Erano altri tempi. Oggi, che siamo più evoluti, per limitare il rischio di epidemia, si chiudono le chiese, non si celebra messa o si trasmette via internet, oppure si elimina l’acqua santa, si evita il segno di pace, si prende l’ostia direttamente con le proprie mani. Scrive il quotidiano “La Stampa”: “per battere la paura del contagio da coronavirus, si mettono in ginocchio le nostre chiese”, “un forte segnale di paura ma anche l’espressione dell’appiattimento della Chiesa sulle istituzioni civili”. Intanto a Foligno, nella Chiesa di Sant’Agostino, attualmente pro cattedrale, ci si può sempre soffermare innanzi alla figura della “Puritatis Corona”, corona di purezza, attinente alla “Coronazione”, avvenuta più di tre secoli fa, della Madonna del Pianto, Patrona di Foligno, venerata in questa stessa chiesa. Almeno qui, la “corona” non fa pensare solo al virus. E meno male.

L’Impressione – MAESTAVA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 8 del 1.3.2020

MAESTAVA

im202008

Leggendo le linee editoriali che dovranno ispirarci nel prossimo triennio, è inevitabile interrogarmi sulla mia “sufficienza”, che posso valutare solo nella logica del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Forse, a chi scrive su questa pagina finale di “curiosità”, buon pro farebbero ulteriori precetti e mi permetto di proporne un paio. Essere “divertenti” (come disse il presidente della FISC per il 130esimo della Gazzetta) o fungere da “advocatus diaboli” (così veniva chiamata una apposita figura ecclesiastica nei procedimenti di canonizzazione) anche riguardo ai temi attinenti alla sfera dell’editore. Come ad esempio questa maestà abbandonata e spogliata di ogni sacralità, appena fuori il Castello di Gallano nel Comune di Valtopina. Non tanto per la maestà in sé quanto perché, con tutto quello che si è speso per il recupero del castello e dintorni, compresa la chiesa di San Sisto al suo interno, tuttora sotto la giurisdizione diocesana, divenuto un gioiello di ricettività, menzionato Unesco e tutelato Mibact, non siano stati trovati quattro soldi o non ci sia stata attenzione per sistemarla. Giusto all’inizio di un tragitto escursionistico, sarebbe un valido punto di partenza. Non è mai troppo tardi.

L’Impressione – LETARGO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 7 del 23.2.2020

LETARGO

im202007

Come l’Italia per Metternich, Scanzano è considerata dai più non una frazione ma solo un’espressione geografica, un fastidioso intralcio per gli spostamenti in carrozza tra Vescia e San Giovanni Profiamma. Specie ora, che all’attesa del treno al passaggio a livello si aggiunge quella del verde al semaforo a chiamata pedonale al ponte sul Topino, messo di recente dall’area lavori pubblici, di malavoglia e con quattro anni di ritardo. Ridicoli quei detrattori della giunta Zuccarini che bollano l’impianto come una spesa inutile, pur se deciso e finanziato proprio dalla giunta Mismetti. E pensare che Scanzano era un’importante realtà economica, grazie al regio stabilimento militare di vettovagliamento, poi centro nazionale delle poste; dove pure, secondo Arcamone, i partigiani avrebbero dovuto consegnare le armi, se la tregua convenuta nel 1944 con i fascisti e i tedeschi non fosse poi andata a monte (Cavallo) per causa di questi ultimi. I numerosi e cosmopoliti camminatori sui tragitti segnati potranno ora evitare di essere acciaccati sulla storica passerella pedonale poi divenuta carrabile non si sa come, continuando però a procedere con cautela sulla tappezzeria di buche e rattoppi dentro al paese. Se la via esterna è stata asfaltata di recente, per la via interna, scrive l’ufficio preposto, si dovrà invece attendere la bella stagione. Chi si contenta gode. Al letargo non si comanda.

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