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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – MAESTABILE?

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 39 del 10.11.2019

MAESTABILE?

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Nel territorio di Spello c’è questa maestà con la raffigurazione della Santa (ex Sacra) Famiglia che, a giudicare dalla quantità di lumi, fiori ed altri segni che vi vengono esposti, pare essere luogo di assidua devozione. Una devozione molto salda, se chi vi si reca o chi vi si sofferma per un momento di raccoglimento o di preghiera, non teme il pericolo che potrebbe costituire una evidente crepa trasversale e diagonale, alla base della maestà stessa. Sarebbe il caso che “chi di dovere” intervenisse concretamente, per prevenire o porre rimedio. In caso di eventi sismici si procede anche per molto meno. Tanti sono i misteri della fede ma, per la tenuta di un edificio lesionato, sia pure una edicola sacra, fino a che punto si può confidare solo nella Provvidenza?

L’Impressione – GLI SVOGLIATI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 38 del 3.11.2019

GLI SVOGLIATI

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Rasiglia, la piccola Venezia dell’Umbria, pur senza piccoli gondolieri, attira folle di visitatori anche in bassa stagione. Per la verità sembra molto gettonata pure Pale, ma non se ne parla, forse perché non ha un santo in paradiso. Rasiglia, prima ancora che dalle sorgenti, la riconosci dalle lunghe file di auto in sosta lungo la Sellanese e dalla gente che vi pascola beatamente. Mancano i parcheggi, viene facile dire. Poi, guardando bene, si vede che in un parcheggio allestito in un’area sottostante ci sono appena due auto, mentre lungo la strada principale una tocca l’altra. Il problema saranno pure gli spazi insufficienti ma al primo posto restano pur sempre la condotta disinvolta di molti e la mancanza di un presidio fisso in loco, almeno nei giorni più critici. Perché prima di fare le multe, gli svogliati andrebbero governati.

L’Impressione – I FALCHI STESI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 37 del 27.10.2019

I FALCHI STESI

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Il primo Mismetti aveva dichiarato “tolleranza zero” alle affissioni abusive ma con un occhio di riguardo, perdurante, verso quei manifesti composti con sgangherate rime dialettali per annunciare la sfida calcistica settimanale dei falchetti. Destinati liberamente a luoghi di alta frequentazione, tale deve essere stato eletto anche Ponte d’Antimo, il che la dice lunga sul fatto che continui ad essere affollato luogo di sosta cappuccino selvaggia, nonostante il cambio di amministrazione ed il sindaco che abita in zona. La posizione è stata inventata di sana pianta, stendendo delle strisce di nastro fra i due pali che portano le indicazioni di via Piave e del cimitero centrale. Più che affissi, i manifesti si potrebbero dire stesi, anche se questo non costituirebbe alibi. In curiosa attesa di vedere l’effetto che fa quando il vento farà sul serio.

L’Impressione – AVANZI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 36 del 20.10.2019

AVANZI

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Ancora sul tema del ciglio della strada. Nel numero 20 del 2015 trattai di alcuni pali di illuminazione stradale, a sezione quadrata, che, in Via Madonna delle Grazie, anche ben oltre il marciapiede, impraticabile, erano piantati sulla sede stradale, pur se dotati di segnali di direzione obbligatoria per indicare ai conducenti di schivarli. Poi quei pali sono stati sostituiti con altri di tipo diverso, a sezione rotonda, collocati con una sede propria a margine del marciapiede, mai pavimentato. Passano gli anni, pali dello stesso tipo, a sezione quadrata, sono invece rimasti al loro posto più avanti, in corrispondenza del Liceo Scientifico, dove sulla sede stradale, sia pur di poco, ne avanza ancora uno, in un dente ricavato esternamente nel bordo del marciapiede, la cui pavimentazione, come già all’epoca, inizia solo dopo la curva. Sistemare tutto e allo stesso modo sarebbe stato pretendere troppo. La politica del minimo sindacale.

L’Impressione – CONVERGENZA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 35 del 13.10.2019

CONVERGENZA

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Se camminare non dovrebbe essere l’eccezione ma la normalità, questa è in grave conflitto con sedi stradali concepite esclusivamente per i veicoli, siano esse comunali, provinciali o statali, dove chi sceglie di andare a piedi anziché in carrozza ha margini di sicurezza molto spesso pari a zero. La considerazione per il pedone si evince dall’ampiezza che le strisce di delimitazione tracciate sulle strade lasciano alla banchina, prevalentemente pochi centimetri, come se l’umano bipede fosse piatto. Può capitare tuttavia che si facciano delle deroghe, come con queste recenti strisce dipinte su Via Ferdinando Innamorati (da non confondersi con Francesco) tra Vescia e Belfiore, dove il recente tracciamento lascia un margine di rispetto in corrispondenza delle abitazioni, per poi convergere a zero subito dopo. A dimostrazione che, nella logica di certi scienziati della viabilità, chi esce a piedi finisce di esistere appena si allontana da casa. Col rischio di finire di esistere per davvero.

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