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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – NON È NATALE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 45 del 22.12.2019

NON È NATALE

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A Piazzale della Pace è stata sistemata la pavimentazione sconnessa già mostrata nel numero 32. Invece questo parapetto dell’accesso al sottopassaggio ferroviario continua da tempo ad avere un pannello in frantumi che si affaccia sulle scale. Sarà sicuro, non sarà sicuro? Resta il fatto che, per gli effetti della diffusione della luce, si rischia di scambiarlo per una delle tante luminarie natalizie cittadine. Invece no, è solo un segno del solito andazzo, duro da estirpare. In questo caso, una fulgida noncuranza.

L’Impressione – GIALLO NATAL

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 44 del 15.12.2019

GIALLO NATAL

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In attesa di avere qualche segno di sostanza, l’amministrazione comunale, ormai non più nuova, continua ad esternare di apparenza, in particolare di luci. È stato confermato il solito cono metallico chiamato “albero” di Natale, anche se compensato da alcune innovative ed apprezzabili figure luminose collocate in altri punti della città. Alla suggestiva illuminazione della parte alta della facciata del Palazzo Comunale ha fatto da pendant, nella parte bassa, il ripristino dei suoi storici lampioni in ferro battuto. Chi se ne è occupato, però, non ha fatto distinzione tra le diverse tonalità di luce delle lampade usate, cosi che alla maggioranza di luce fredda, ne sono state mischiate un paio di luce calda. Bianco Natal, con un tocco di giallo.

L’Impressione – VELORUBO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 43 del 8.12.2019

VELORUBO

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Novità per i portatori urbani di bicicletta. Davanti alla stazione ferroviaria è in allestimento quella che viene chiamata Velostazione (eredità di Mismetti) praticamente un posteggio coperto da cinquanta posti, con “sistemi e meccanismi che garantiscano la sicurezza e la non manomissione del mezzo”. Speriamo bene. Nel frattempo, dal lato opposto della stessa stazione ferroviaria, chi lascia la bicicletta sulle rastrelliere non sa cosa ritrova. Nella foto, tutte in fila, una ruota senza bicicletta, due biciclette senza ruote ed una senza sella. In attesa che si adotti una soluzione anche da questo lato, invece della Velostazione è pienamente funzionante la Velorubo.

L’Impressione – FUORI I PEDONI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 42 del 1.12.2019

FUORI I PEDONI

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Per la costruzione dei ponti stradali, le norme vigenti prevedono l’esistenza di una sede separata per i pedoni. Anche il ponte “Topino” sul Topino, 33 metri, realizzato sulla variante della viabilità locale in corrispondenza del nuovo svincolo della SS 3 a nord di San Giovanni Profiamma, larghezza a parte, ne sarebbe dotato. Peccato che i pedoni non possano fruirne, primo perché per transitare dovrebbero scavalcare il gard-rail ininterrotto e privo di varchi, secondo per i pali della segnaletica che ne ostruiscono le estremità, terzo perché, fuori dal ponte, non troverebbero una sede praticabile in continuità ma solo terra, al massimo canali di scolo. Soldi sprecati due volte, per pagare sia dei lavori pro forma che la negligenza di chi presiede ai competenti uffici.

L’Impressione – RESISTENZA

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 41 del 24.11.2019

RESISTENZA

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Grazie a don Pietro Arcangeli, le chiese di Vallupo e di Cancelli sono state rifugio per i partigiani locali, e sarebbero dunque da considerare luoghi della Resistenza, non solo la tanto celebrata “cascina Radicosa”, peraltro in territorio di Trevi. Della chiesa di San Giacomo e San Filippo in Vallupo, Parrocchia di Santa Maria Assunta di Scopoli, danneggiata dal terremoto del 1997, scrissi nel 2009, mostrando l’interno lesionato, e nel 2017, mostrando le transenne poste per motivi di sicurezza. Sempre nel 2017 il Comune di Foligno la citava nello stato dell’arte delle chiese colpite dagli eventi sismici come inagibile, e tale permane. C’è però una novità: alle transenne è stata poi aggiunta una tettoia, come minimo una parziale protezione dagli eventi atmosferici, che però nella sostanza salva solo le apparenze. Da oltre vent’anni, la resistenza della struttura è in grave sofferenza; per non finire del tutto in rovina, un cartello lavori, seppure meno appariscente, sarebbe molto meglio.

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