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L’IMPRESSIONE

L’Impressione – LAMPADONNE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 26 del 12.7.2020

LAMPADONNE

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Spenta l’illuminazione tricolore con relativa rimozione dell’apposito trespolo addossato all’angolo del Palazzo delle Canoniche con effetto di schermo alla lapide francescana, il Palazzo Comunale torna alla normalità, in tutti i sensi. A novembre il Comune di Foligno annunciava di aver “ripristinato la completa funzionalità dei pregevoli lampioni artistici in ferro battuto della ex storica Scuola di Arti e Mestieri” ma la situazione attuale già lo smentisce: in tre dei quattro gruppi c’è una lampada fulminata su cinque e in uno manca addirittura un intero corpo illuminante. Di contro, sui merli agli angoli della torre comunale restano quattro moderne lampade poste su reggi torcia in stile antico, che mi dicono essere state collocate in occasione di un non meglio precisato evento in tema di violenza sulle donne, su iniziativa di una assessoressa “di sinistra”. Divenute obsolete, se non semplicemente dimenticate, nessuno si è curato di fare pulizia. Ormai è chiaro che verso i competenti uffici comunali si perpetua la stessa indulgenza del passato, data la inusitata conferma della dirigenza. Forse, come dicono certe malelingue, come ex voto per grazia ricevuta. Amen. E la sciatteria può continuare.

L’Impressione – PORCO GUANO

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 25 del 5.7.2020

PORCO GUANO

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Il Comune di Foligno proclama la lieta novella: “collegamento ferroviario Foligno Milano, uno storico traguardo, entro giugno il treno Frecciarossa per Milano sarà direttamente collegato alla stazione di Foligno”. Tifosi in delirio… ma di che? Il Frecciarossa ora parte da Foligno? No, da Foligno parte un treno alle 4:42 che consente di prendere il Frecciarossa in partenza da Perugia ritardata alle 5:30. Un nuovo treno per Perugia? No, un treno regionale già esistente il cui orario è stato rimodulato in partenza. Come sono stati rimodulati altri orari, ma in peggio, tanto che, ad esempio, chi arriva a Foligno da Roma con l’Intercity alle 17:03 o con il Frecciabianca alle 19:06, da orario non può più proseguire per Assisi o Perugia con i treni regionali per Firenze, perché appena partiti. Ma di questo chi se ne frega, che perugini, assisani e dintorni vengano a Foligno in automobile. Miopia e propaganda, niente di nuovo sotto il sole. Una miopia tale che impedisce di vedere lo schifo che persiste all’esterno della stazione ferroviaria, con l’area sottostante la pensilina all’ingresso esterno del sottopassaggio per Piazzale della Pace infestata dal guano dei piccioni, impiastrando anche le scale di accesso a rischio scivoloni, ed a cui non si pone rimedio. Inutile fare gli spot delle bellezze cittadine, se chi arriva per ferrovia trova questa indecenza.

L’Impressione – PORCO CANE

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 24 del 26.6.2020

PORCO CANE

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Secondo il DPCM 28/2/2003, si intende per “animale da compagnia” “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari” esclusi “gli animali selvatici” anche se il regolamento 998/2003/CE fa un elenco preciso in cui, ai mammiferi, a cani e gatti aggiunge roditori e conigli domestici. Dunque i maiali per lo Stato possono essere animali da compagnia ma secondo la UE, tra i mammiferi, invece no. Nelle norme restrittive per il contenimento del contagio, risultavano ammessi gli spostamenti per la cura degli animali d’affezione, come uscire attorno casa per l’espletamento dei bisogni fisiologici, ma sempre con il sottinteso del cane: immagino la goduria dei guardiani più zelanti alle prese con il conduttore di un maiale. Eppure, stando ai siti specializzati, di maiali domestici in Italia ce ne sarebbero migliaia, Foligno compresa. Avere un maiale a fianco non è considerato come avere un cane, però se in molti locali, e spiagge, l’ingresso ai cani è vietato, non altrettanto, formalmente, lo sarebbe ai maiali e nemmeno è chiaro se il maiale, laddove previsto per il cane, debba essere anch’esso tenuto al guinzaglio. Quindi ci sarebbero dei vantaggi. Di certo, tenuto sciolto, poco cambia e, come molti cani, per obbedire, può essere necessario sgridarlo. E alla fine, se si perde la pazienza, ci scappa pure un… porco cane!

L’Impressione – PISTE CARRABILI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 23 del 19.6.2020

PISTE CARRABILI

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Il governo ci ha rinchiuso per due mesi, ci ha proibito di fare attività motoria se non sotto casa e, di conseguenza, ci ha reso impossibile anche una sana pedalata. Poi, con una bella ipocrisia, ci incoraggia a diventare tutti ciclisti, prospettando sconti per l’acquisto di un mezzo a due ruote, ma solo per mettere una pezza su tutte le manfrine del distanziamento che penalizzano fino alla paranoia l’uso urbano di bus, treni e metropolitane. A Foligno il problema del trasporto pubblico non esiste, perché non è mai stato incentivato, puntando tutto sulla mobilità privata. In compenso, in attesa di diventare “la capitale umbra della bicicletta”, sulle piste ciclo-pedonali bisogna ingoiare rospi di continuo, laddove usurpate spesso e volentieri dalle quattro ruote. Nella foto, un caso tipico di un mezzo commerciale in sosta che in un sol colpo intralcia anche l’attraversamento zebrato costringendo due poveri pedoni ad aggirare l’ostacolo e l’impedimento visivo. A protestare, in questi casi, si rischia di avere la peggio, esperienze personali. Meglio stare zitti e subire in silenzio: la museruola che quei pedoni indossano, altra manfrina governativa, simboleggia anche a questo.

L’Impressione – SVISTE CICLABILI

L’IMPRESSIONE – Gazzetta di Foligno n. 22 del 12.6.2020

SVISTE CICLABILI

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In occasione della “giornata mondiale della bicicletta”, il sindaco Zuccarini proclama che “una delle priorità di questa amministrazione comunale è proprio quella di riaffermare Foligno come capitale regionale della bicicletta”. Belle parole, peccato che manchino i fatti. Chiedo scusa se continuo a ripetermi. Piste dette “ciclabili” che tali non sono a norma di codice della strada perché promiscue con i pedoni, con limite di velocità di 10 km/h, quando non impraticabili in sicurezza; centro cittadino dove le biciclette sono soggette allo stesso regime dei veicoli a motore; soluzioni mancanti ove necessario, in primis la vecchia via Flaminia tagliata in due dalla SS 3 in zona Ponte Centesimo; il tutto con la compiacenza della Fiab. A riprova di quanto siano considerati i ciclisti, vale l’ordinanza numero 74 del 17/3/2020 con la quale il sindaco, in omologazione a molti altri, ha chiuso le piste ciclo-pedonali in quanto ritenute, al pari dei parchi, luoghi di possibile assembramento e non infrastrutture viarie a pieno titolo: un declassamento mortificante. Chiusura che, almeno stando alle apparenze, non è mai decaduta del tutto: lo dimostrano i segnali volanti esposti a suo tempo e che il Comune di Foligno non si è ancora curato di rimuovere. Una trascuratezza emblematica. Di buone intenzioni sono lastricate non solo le vie dell’inferno ma anche le cosiddette piste ciclabili di Foligno.

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